18 gennaio 2019

A MONFALCONE GIULIETTA E ROMEO IN FRIULI



LA VERA  STORIA DI GIULIETTA E ROMEO di Albino Comelli


Tutto si svolge in Friuli, il 26 febbraio 1511, durante la festa  di Carnevale, organizzata a Udine , nel Palazzo dei Savorgnan , nobile e  potente casato. La quattordicenne bellissima Lucina entra in scena pubblica ballando, cantando e suonando in modo da affascinare il cugino Luigi da Porto, che in quel tempo è capitano dei Cavalleggeri Veneti a Cividale del Friuli, ed è presente, sia pure col volto coperto da una maschera.
Ecco il momento e il punto in cui si accende  la scintilla dell’amore che sta alla base del mito di Giulietta e Romeo, che lo stesso Luigi descriverà più tardi nella Novella “ Giulietta” di cui è autore ed il vero  protagonista assieme alla sua amata Lucina.
Per comprensibili motivi,  Luigi ambienta la  sua vicenda in altro tempo, in altri luoghi, con altri personaggi, cioè a Verona, nel 1300, ma la finzione letteraria non  riesce a coprire i  molti riferimenti autobiografici che tradiscono l’origine personale e vera della storia. A cominciare proprio dalla scena del carnevale, senza dire della dedica appassionata che Luigi fa a Lucina in apertura della Novella, la quale dopo 60 anni, giunge a Shakespeare che, rispettandone la trama, la adatta alle scene in modo geniale  e tale da farne quel mito che conosciamo, e di cui la città Scaligera  è la fortunata interprete.
La scoperta viene rivelata nel 1985, a Vicenza, quando un grande studioso del Rinascimento Veneto, l’inglese Cecil Clough, forte di decenni di studi, dichiara apertamente la sua tesi: la versione Shakespeariana di Giulietta e Romeo è un’opera creativa che non ha nulla, o quasi, a che fare con la verità storica dei protagonisti.
L’intervento dell’autorevole storico inglese apparve ed era, sensazionale. Clough parlò al Veneto perché fosse Udine ad ascoltarlo. Le reazioni non andarono oltre un effimero fuoco di paglia.
 Tutto sarebbe restato come prima, se nel 2003, uno psicologo e scrittore udinese, il sottoscritto, venuto in possesso di uno scambio di lettere fra Clough e gli eredi Savorgnan, decise di raccogliere tutto il materiale in  questione, di ampliarlo con nuove ricerche e di esporlo  in un libro che facesse piena giustizia e luce su questa effervescente vicenda.
La pubblicazione avvenne nel 2006( “ Giulietta e Romeo: l’origine friulana del mito” di Albino Comelli e Francesca  Tesei, Firenze Libri Ed.). Il libro fu presentato nel castello di Udine alla presenza di una grande folla, di studiosi ed eredi del casato dei Savorgnan  e da Porto, oltrecchè dello storico inglese.
Stavolta, l’eco di questa notizia, superò i limiti locali e approdò sui quotidiani italiani e stranieri. L’emittente televisiva, La7, nel programma Atlantide, ne fece un esauriente filmato, sulla scorta della verità storica dei luoghi e dei personaggi.
L’interesse si diffuse fra artisti, associazioni culturali e Istituzioni. Alcuni Comuni, quali, Udine, Manzano, Cividale del Friuli, Gradisca d’Isonzo, Rivignano-Teor, Osoppo, dove i due veri amanti hanno vissuto o si sono incontrati, hanno  organizzato manifestazioni  e creato targhe commemorative che si propongono di creare un percorso di valore storico-turistico sul territorio.
Merita di essere sottolineata la collaborazione fra Udine e Verona, sancita da quella che lo stesso Comelli ha chiamato la “ Pace di Verona” dopo avere firmato un documento comune  in cui Udine riconosce il mito Veronese dei due famosi amanti, e  Verona riconosce l’origine friulana degli stessi.
Le differenze fra verità storica e creazione letteraria non mancano. A Verona, è protagonista Giulietta, mentre a Udine la parte più significativa la vive Romeo( Luigi), il quale dopo pochi mesi dal fatale incontro d’amore, viene ferito gravemente in una dura battaglia contro gli Imperiali sul Natisone. In un attimo, egli  vede svanire i sogni di una ambiziosa giovinezza e soprattutto la relazione amorosa con la sua amatissima  Lucina.
 E tuttavia, continua a sperare in una qualche residua attenzione di lei, che va sposa ad un altro Savorgnan. E’ per lei che lui sopravvive, è per lei che lui  spera disperatamente, è per lei che  lui scrive la Novella, che è un appello al cuore di Lucina, un messaggio commovente e poetico che ha attraversato i secoli e giunge fino a noi.
Da una parte, l’amore che lotta e va oltre la morte, la sua eterna antagonista, dall’altra parte, l’amore che combatte contro le avversità della vita, ancora più insidiose: ecco le due facce dell’amore, quello vissuto realmente e quello immaginato, sempre, comunque, al centro della vita e della creatività.



Al centro lo scrittore Albino Comelli, con Franco Braida Presidente del Fogolâr Furlan 
e l'Assessore Luca Fasan del Comune di Monfalcone